Prendete 4 tuorli, 400 g di farina, 200 g di burro a pezzetti freddo di frigorifero, 200 g di zucchero. Impastateli velocemente e fatene una frolla e mettetela in frigorifero per un'ora a rassodare.
Trascorso il tempo, dividete la frolla in due parti. Tirate una prima sfoglia, sopra della carta da forno, e adagiatela in uno stampo per crostata (il mio è da 26 cm di diametro) e fatela debordare un po'.
Farcitela con una crema preparata con marmellata di ciliegie o frutti di bosco, un vasetto, lavorata con due caprini (circa 160-180 g in totale) del Luinese.
Stendete la frolla rimanente sopra della pellicola, o ancora carta forno, e poi delicatamente adagiatela a ricoprire il dolce. Ripiegate i bordi su se stessi, e con i ritagli decorate il dolce. Con un albume sbattuto spennellate la superficie per lucidare, mentre gli altri tre albumi li terrete per delle meringhe, o per i Brutti e buoni di Gavirate, se avete in casa le nocciole.
Infornate a 180 ° per mezz'ora e lasciate intiepidire in forno.
E' un dolce che parla della mia terra. Si sono sempre fatti i dolci ripieni di frutta di bosco e formaggio di capra, qui, avendone in abbondanza, e li si dolcificava col miele e la frutta fresca.
Perché l'abbinamento caprini-marmellata?
Le marmellate si sono sempre fatte, dove la frutta era abbondante. Anche e soprattutto quella di bosco. E si usava spesso il miele per dolcificarle o anche solo per conservarci la frutta immersa.
Gianni Rodari nelle sua Favole al telefono parla di una signora di Arcumeggia che faceva delle marmellate fantastiche con niente, persino con i ricci delle castagne... un giorno nella storia le gustò persino l'imperatore!












2 commenti:
Bella sta torta!
Su coqui, ai tempi, me l'ero persa.
:)
Lumachina
Grazie Lumachina! Come stai? Io sono un po' indietro nel pubblicare i commenti al blog, e con tutto il blog del resto... adesso mi rimetto in carreggiata, promesso! :-)
Posta un commento